Cosa ci aspettiamo per il bitcoin nel 2024

Il panorama delle criptovalute e in particolare del bitcoin ha vissuto una significativa trasformazione nel 2023, con un aumento degli investimenti istituzionali, flussi più consistenti e l’ingresso di attori tradizionali. “Tuttavia, bisogna constatare che questa crescita non è stata lineare nel corso dello scorso anno. Ci siano stati mesi molto migliori di altri: in particolar modo l’ultimo trimestre del 2023”, ha dichiarato Alessandro Mondio, associato per i mercati di capitali dell’exchange di criptovalute 21Shares. Il mercato delle crypto ha registrato una crescita importante alla fine dell’anno dovuto al fatto che già ci si aspettava che la Sec (Securities and exchange commission, l’ente federale statunitense preposto alla vigilanza delle borse valori) avrebbe approvato l’Etf su bitcoin. Il prezzo dell’asset non è aumentato come ci si aspettava dopo l’annuncio dello scorso 10 gennaio dell’avvio dei cosiddetti exchange-traded funds (Etf) su bitcoin, degli strumenti di investimento che seguono il prezzo della criptovaluta, perché il mercato aveva già tenuto conto di questa possibilità ed era salito nei mesi precedenti.

Bitcoin DAN KITWOOD/GETTY IMAGES Fonte: Wired 

L’arrivo degli Etf sul bitcoin a Wall Street (che è bene specificare: non sono prodotti acquistabili dagli investitori europei), è rilevante più per il lato normativo e quello di reputazione, non tanto per l’apprezzamento. Questi strumenti riducono il senso di rischio associato al bitcoin per i consulenti interessati agli investimenti in questo settore. Gli Etf forniscono una struttura conosciuta, facilmente trasferibile e chiara, consentendo agli investitori di evitare di gestire direttamente il bitcoin, il quale viene custodito presso banche specializzate chiamate custodian. Questa novità sarà un forte incentivo sia per gli investitori privati che non vogliono gestire in proprio le criptovalute, sia per gli investitori istituzionali che finora hanno trovato difficile accedervi.

Anche gli investitori istituzionali hanno iniziato a mostrare maggiore interesse verso il Bitcoin – ha spiegato Massimo Siano, direttore generale di 21Shares –. Spero che, anche in ottica di diversificazione, inizieranno a prendere in considerazione la possibilità di allocare fino al 5% di un portafoglio in questa asset class, a seconda della propensione al rischio dell’investitore”. Allo stesso tempo, però, Siano ha espresso rammarico riguardo al risveglio tardivo degli europei. Ha sottolineato che nel Vecchio continente fondi di investimento sulle criptovalute erano disponibili già dal 2018, e avrebbero potuto essere acquistati a prezzi molto inferiori rispetto a quelli attuali, portando a maggiori guadagni per sé e per i loro clienti.

I trend del 2024

L’approvazione dell’Etf su bitcoin non sarà l’unico grande evento a scuotere il mondo delle crypto quest’anno. Ad aprile tutti aspettano il prossimo halving del bitcoin, evento che si verifica ogni quattro anni e consiste nella riduzione a metà della ricompensa che i miner ricevono per la creazione di nuove criptovalute. Inoltre, ci sono nuove idee come Ordinals, un nuovo modo per creare nft (token non fungibili) nativi su bitcoin, che stanno espandendo le modalità di utilizzo della criptovaluta.

Anche se il bitcoin è la criptovaluta più grande in termini di valore di mercato – e funge principalmente come riserva di valore – è importante tenere d’occhio anche altre valute digitali per cogliere tutte le opportunità e le innovazioni nel settore. Per esempio, Ethereum è attualmente leader con il 75% della quota di mercato in valore totale bloccato (Tvl), ovvero del denaro che è già impiegato in attività all’interno di un ecosistema blockchain, come scambi, prestiti, smart contract o altri servizi finanziari decentralizzati. Anche Solana, che si è ripresa dopo un periodo difficile, è in rapida ascesa e sta cercando di sfidare il modello di Ethereum con il suo approccio integrato, offrendo velocità ed efficienza.

Per 21Shares, le tendenze a lungo termine nel mondo cripto saranno principalmente tre. La crescente adozione della "tokenizzazione", che consentirà di rappresentare beni come case o azioni come "token" su blockchain, facilitando transazioni più veloci e accessibili a un pubblico più ampio; in questo campo molte saranno le sfide legate agli standard e alle regole che definiscono e assicureranno i token. Poi, si osserverà una notevole crescita della "finanza decentralizzata" (DeFi), che offre servizi finanziari su blockchain senza la necessità di coinvolgere istituzioni bancarie tradizionali, come gli scambi o i prestiti. Infine, si registreranno cambiamenti nei regolamenti riguardanti le criptovalute. Negli Stati Uniti vi è già un’impegno nel chiarire le regole sulle stablecoin legate al dollaro, mentre altri paesi come Regno Unito e Hong Kong competono per diventare hub attraenti per le aziende di criptovalute attraverso l’implementazione di regole e leggi che ne regolamentano l’acquisizione e lo scambio.

Fonte: Wired

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