L’inventore del web ha venduto il suo codice sorgente come Nft per 5,4 milioni di dollari

Il dna del web vale 5,4 milioni di dollari: tanto è stato valutato il codice sorgente del primo internet, venduto all’asta da Sotheby’s. Il fondatore del moderno internet Tim Berners-Lee aveva messo in vendita nelle scorse settima, tramite la famosa casa d’aste londinese, un Nft (token non fungibile) del codice sorgente per il World Wide Web, di cui è stato l’autore nel 1989, e che ieri ha trovato un acquirente.

Foto: una piccola parte del codice sorgente del World Wide Wieb, via Sotheby’s

Il fortunato, e facoltoso, compratore anonimo si è aggiudicato quattro diversi articoli come un unico token. Questo include i file originali con data e ora del codice sorgente scritto per il progetto, una visualizzazione animata di 30 minuti di Berners-Lee che scrive il codice, una sua lettera sul processo creativo e un poster digitale del codice da lui creato e ovviamente autografato. Parliamo di 10mila righe di codice in tutto. L’inventore del web aveva fatto sapere che il ricavato da questa vendita sarebbe andato a finanziare cause benefiche.

Riguardo alla scelta di entrare prepotentemente nel nuovo mercato degli Nft, in una citazione sul sito di Sotheby’s, Berners-Lee ha descritto questi oggetti digitali collezionabili garantiti dalla blockchain come “il mezzo di proprietà più appropriato che esista” e “il modo ideale per impacchettare le origini dietro il web”. Secondo Gizmodo il creatore di internet sembra “riconoscere il mercato degli Nft come un luogo ideale dove stipare i ricchi in modo che non acquistino effettivamente il web”.

Berners-Lee aveva reso nel 1993 la sua creazione di pubblico dominio e ha notoriamente sostenuto da anni la neutralità della rete, mettendo in guardia della privatizzazione per il profitto che schiaccia il principio del web come piattaforma equa e libera. L’informatico ha spinto anche perché dopo la vendita Sotheby’s rendesse disponibile sul suo sito l’animazione e le stringhe di codice per i più curiosi. Il certificato di proprietà digitale di quella che si può considerare a tutti gli effetti un’opera d’arte, è invece nelle mani da ora di una sola persona.

Il prezzo di vendita rappresenta quasi il doppio del valore del primo tweet dell’inventore di Twitter, Jack Dorsey, e dieci volte tanto quanto il meme della Disaster Girl. Il codice di Berners-Lee è però ancora molto lontano dal valore di 70 milioni di dollari, pagati per 5.000 immagini digitali dell’artista Beeple.


Fonte: Wired

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