C’è chi fa mining di bitcoin al Circolo polare artico

A Norilsk la scorsa notte il termometro ha segnato -43 gradi. La città, nel nord della Siberia, è la casa di 180mila persone, uno dei maggior insediamenti del pianeta oltre il Circolo polare artico. Le abbondanti risorse naturali della regione hanno fatto prosperare le attività minerarie della Mmc Norilsk Nickel Pjsc la più grande fabbrica della città, fondata per essere un campo di lavoro nell’era sovietica. Ora però, ha iniziato a ospitare un nuovo e diverso tipo di impresa estrattiva: il bitcoin mining. A queste latitudini, dove la notte polare dura 45 giorni all’anno, ci sono luci sempre accese: quelle di BitCluster, società russa che a fine 2020 ha aperto qui il primo impianto artico per il mining di bitcoin.

Bitcoin (foto Omar Marques/Sopa Images/LightRocket via Getty Images)

Il processo serve a validare le transazioni del bitcoin ed estrarre le criptovalute dalla blockchain. Per ogni blocco “minato” i “minatori” ricevono 6.25 bitcoin come ricompensa, spiega Bloomberg. I bitcoin messi in circolazione a livello globale sono 18,5 milioni e il limite massimo previsto è di 21 milioni, che verrà raggiunto nel 2140. Il processo di calcolo è quindi sempre più complicato, lento e richiede una crescente capacità computazionale, energia elettrica e… freddo. “I moderni strumenti utilizzati possono raggiungere 75-79 gradi”, sottolinea l’azienda: “Cosa accadrebbe se facesse caldo anche all’esterno?”.

Il datacenter è già sotto contratto e serve clienti da Svizzera, Stati Uniti e Giappone che per il fabbisogno energetico pagano appena 4 centesimi di dollaro a kilowattora, una tra le più basse tariffe del mondo. La vicina centrale della Norilsk Nickel alimenta la struttura con elettricità generata da fonti idroelettriche e a gas, tramite una rete che è scollegata dal resto della Russia, che gli abitanti di questa zona, raggiungibile solo via nave o aereo, chiamano “il Continente”. Una risorsa fondamentale, visto che secondo uno studio dell’università di Cambridge, due anni fa il fabbisogno energetico mondiale del bitcoin (58,94 terawattora) aveva già superato quello dell’intera Svizzera.

Gli addetti si danno il cambio nel corso dell’anno per non doversi stabilire per sempre da queste parti. Sono 15 quelli che a turno armeggiano intorno ai quattro container che possono contenere fino a 360 Antminer S19, i calcolatori utilizzati per il mining. Gli ambienti, nonostante la temperatura media annua sia -10 gradi, hanno bisogno di essere areati e ventilati. Dopo la prima installazione da 11.2 MW, avvenuta il 15 ottobre, la cryptofarm già progetta di crescere e raddoppiare la sua capacità a 31 megawatt quest’anno. I container totali disponibili infatti sono nove e a pieno regime BitCluster da queste parti potrebbe “minare” fino a sei bitcoin al giorno in media.


Fonte: Wired

  • Condividi:

Altri articoli di Redazione TheLiquidJournal

Cosa ci aspettiamo per il bitcoin nel 2024

Il lancio degli etf non ha fatto crescere il valore della criptovalute. Mentre può fare la differenza l’halving di primavera

Tesla introdurrà dispositivi per il rilevamento di presenza all’interno delle sue vetture

L’intenzione di Tesla di introdurre dispositivi intelligenti per rilevare la presenza all’interno dell’abitacolo è rivolta in special modo alla salvaguardia dei più piccoli.

I server dell’aeroporto di Lamezia Terme usati per minare criptovalute

Un tecnico ha adoperato gli impianti dello scalo calabrese per estrarre Ethereum. Ora è indagato: ha messo a repentaglio la sicurezza informatica dell’aeroporto

Must Read

Ultimi articoli di Economia

L’approccio etico alla sostenibilità da parte delle aziende produttrici

Quanto conta per i consumatori l’approccio etico alla sostenibilità e la reputazione di un’azienda?

Altri 2,5 miliardi al Fondo nazionale innovazione

Il ministero dello Sviluppo economico stanzia la somma a sostegno di startup e pmi e affida il tesoretto a Cdp venture capital

Il crowdfunding promette bene, ma l’Italia è in ritardo sulle regole europee

Raccolti oltre 430 milioni nel 2021: crescono soprattutto minibond e settore immobiliare. Ma Roma non ha ancora recepito le norme comunitarie, mettendo a rischio lo sviluppo del settore

L’addio a Giulia Crespi, fondatrice del Fondo Ambiente Italiano

La fondatrice del FAI (Fondo Ambiente Italiano) è venuta a mancare all’età di 97 anni.