Un nft è stato venduto per sbaglio a 3.000 dollari anziché a 300mila

I token non fungibili (nft) Bored Ape sono ormai diventati uno dei must have per ricchi e investitori digitali. Gli avatar esclusivi delle “scimmie annoiate”, di cui esistono solo 10mila esempari, hanno visto il loro prezzo schizzare alle stelle negli ultimi mesi, nell’ordine delle centinaia di migliaia di dollari. C’è però chi se l’è cavata con molto meno e ora potrebbe fare un considerevole profitto.

È il caso, riportato per la prima volta dal sito Cnet, di un utente che è riuscito a comprare uno di questi richiestissimi nft per “soli” 3.000 dollari, invece di sborsarne 300mila. Il merito non è stato però dell’acquirente, ma di una fortunata - per lui - virgola decimale fuori posto. La persona che stava vendendo la Bored Ape numero 3547 ha sbagliato a digitare il prezzo, scrivendo 0,75 Ethereum - criptovaluta molto utilizzata per queste transazioni - invece di 75, l’equivalente di 300mila dollari. Prima che l’utente potesse correggere l’errore, l’nft era andato a ruba, apparentemente comprato grazie a un bot programmato per trovare e acquistare annunci sotto prezzo. La scimmia annoiata è stata subito rimessa in vendita a quasi 250mila dollari.

Fonte: Wired

“Com’è successo? Un calo di concentrazione, immagino", ha detto il venditore di nome Max a Cnet. Max, o maxnaut, ha spiegato di mettere in vendita molti articoli ogni giorno e che in quel momento probabilmente non stava prestando la giusta attenzione, commettendo quello che in gergo è chiamato “errore da dito grasso”. Nelle transazioni bancarie tradizionali, questi errori vengono in genere annullati facilmente se la banca interessata viene informata rapidamente. Nel mercato decentralizzato dei token e delle criptovalute di solito non c’è modo di rimediare.

Nft di questo tipo si basano sulla speculazione e sul valore percepito più che sul valore artistico. Le Bored Apes sono state lanciate quest’anno e ogni avatar è personalizzato con diversi colori, design e accessori per renderlo unico. Bored Apes, oltre a essere un asset economico, permette di entrare in un club per pochi, il Bored Ape Yacht Club, con eventi e contenuti digitali esclusivi. Tra i proprietari di questi preziosi nft ci sono celebrità come Jimmy Fallon e Steph Curry. Inizialmente le Bored Apes venivano venduti per 0,08 Eth, circa 320 euro, ma ora costano centinaia di migliaia di dollari. In ogni caso Max sembra aver preso bene la sua sfortunata vendita. , come emerge da quanto scritto su Twitter.

Fonte: Wired

  • Condividi:

Altri articoli di Redazione TheLiquidJournal

Tesla introdurrà dispositivi per il rilevamento di presenza all’interno delle sue vetture

L’intenzione di Tesla di introdurre dispositivi intelligenti per rilevare la presenza all’interno dell’abitacolo è rivolta in special modo alla salvaguardia dei più piccoli.

Meta chiude il suo portafoglio digitale per criptovalute

Dopo una travagliata avventura di tre anni, la casa madre di Facebook dice addio al progetto Novi, anche se intende proseguire con i pagamenti digitali nel metaverso

Airbnb ha presentato la sua IPO al SEC per approdare a Wall Street

Dopo aver rimandato la quotazione in borsa a inizio anno, Airbnb ha annunciato di aver presentato i documenti necessari alla SEC equivalente americana della CONSOB

Must Read

Ultimi articoli di Economia

L’OCSE presenta lo studio sullo sviluppo della Blockchain nell’ecosistema italiano

Recentemente è stato pubblicato lo studio condotto dall’ OCSE sullo sviluppo della Blockchain nell’ecosistema italiano, comprendendo tutte le implicazioni che questa nuova tecnologia potrà avere

Chi vuole diventare leader del metaverso, deve investire adesso

È la linea di Accenture: se è vero che gli apparecchi non sono maturi, se si vuole conquistare una posizione di vantaggio nelle esperienze virtuali questo è il momento per cominciare

I ricavi di Meta calano per la prima volta nella storia

Pesano i tagli delle aziende alle spese pubblicitarie e la debolezza dell’euro, e le cose non dovrebbero migliorare nel resto del 2022

Perché la Banca d’Italia ha bloccato N26

La vigilanza, a seguito di un’indagine, ha impedito alla fintech tedesca di aprire conti e pubblicizzare nuovi prodotti e servizi a causa di carenze nelle pratiche antiriciclaggio