Vertice Ue: la politica dei veti è anacronistica, il Recovery Fund non può essere messo a rischio a causa delle dispute ideologiche

Barend Leyts, portavoce del Presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, annuncia tramite Twitter che il quarto vertice è previsto per questo pomeriggio alle ore 16, nella terza giornata invece Michel ha avviato colloqui separati con i leader.

Una nuova proposta potrebbe essere messa sui tavoli di lavoro, secondo alcune fonti italiane questo rinvio potrebbe essere il sinonimo di passi in avanti.

Secondo il Premier Conte il vertice si sta avvicinando allo zoccolo duro, e l’Italia ha un limite che non va superato. Questo pomeriggio Michel proporrà una nuova soluzione, conterrà una riduzione a 400 miliardi e 390 miliardi, la discussione sta vertendo sui rebates, ovvero gli sconti al bilancio dell’Ue dei quali godono i cosiddetti paesi frugali.

Sono appunto i paesi frugali con il capofila Mark Rutte ad ostacolare e ad opporsi alle proposte dei Paesi del Sud Europa.

Le posizioni ideologiche stanno ostacolando il raggiungimento di un’intesa su uno strumento necessario alla ripresa.

Il presidente francese Emmanuel Macron accusa ardentemente il cancelliere austriaco Sebastian Kurz.

Secondo alcuni informatori, Macron avrebbe perso il controllo battendo i pugni sul tavolo durante la plenaria. Il presidente francese ha accusato Kurtz di avere un atteggiamento negativo nei confronti dei paesi in difficoltà.

Una discussione accesa che vede il cancelliere austriaco paragonato all’ex primo ministro britannico Cameron, Macron preme per giungere ad un accordo che comprenda almeno 400 miliardi di sovvenzioni.

Secondo Angela Merkel i paesi frugali stanno cercando di far naufragare il vertice, spostando l’attenzione sullo stato di diritto, una motivazione nobile agli occhi dei cittadini europei, e come afferma anche il Premier Conte, la storia chiederà loro il conto.

I Paesi del Nord Europa si stanno opponendo con una battaglia ideologica all’unico strumento capace di risollevare le sorti dei Paesi che necessitano di sostegno per rafforzare la ripresa economica e la loro resilienza.

Sembra che il vertice si basi sulla contrapposizione tra Italia e Olanda, Conte accusa Rutte di voler "privare gli italiani della possibilità di usare il denaro del Recovery Fund".Le testuali parole sono state riportate da Tommaso Ciriaco nella giornata di domenica 19 luglio su la Repubblica. Il Premier Ungherese comunica il suo appoggio agli italiani:« Bisogna sovvenzionare i Paesi con una ripresa più debole, oggi, soltanto con fondi spendibili nell’immediato e al momento giusto li aiuteremo due volte». 

Come di consueto gli accordi in merito al bilancio comunitario 2021-2027 vedranno un lungo iter di delibere e confutazioni, questa volta a complicare il negoziato è l’ammontare delle cifre del Fondo.

In un tweet Sebastian Kurz dice che si stanno facendo passi in avanti nella giusta direzione, al contrario, il Ministro degli Affari europei Enzo Amendola nel suo tweet afferma che la maratona sarà complicata e non si fermeranno prima di aver raggiunto un accordo all’altezza della sfida.

Durante l’incontro con i leader dei Paesi frugali, il Presidente del Consiglio ha usato parole dure contro il premier olandese Rutte: «Vi state illudendo che la partita non vi riguardi o solo in parte».

A livello economico lasciare che il mercato unico venga distrutto è un grave errore.

I dubbi manifestati sulle risorse finanziarie di cui si sta discutendo oggi, sono infondati, si tratta invece del minimo indispensabile per una reazione adeguata; se a causa delle trattative si tarderà ancora la reazione, le cifre potrebbero addirittura raddoppiare.

Secondo Andrea Ferretti, economista e docente Innovation Academy Trentino Sviluppo, i 500 miliardi, ancorché a fondo perduto risultavano già pochi rispetto ai mille-mille e 500 miliardi stimati come necessari per ricostruzione. Si deve necessariamente agire in ottica win-win: l’Olanda dovrà rivedere i suoi cavalli di battaglia, permettendo a Italia e Spagna di risollevarsi con gli aiuti europei e ottenendo in cambio che venga spento il faro sulle sue pratiche di attrazione fiscale che costano ogni anno circa 70 miliardi di euro.

Il Presidente del Consiglio Europeo e i 27 leader dovrebbero giungere ad un accordo rapido, mettendo da parte ideologie ormai stantie e dimostrando ai cittadini europei il significato di Cooperazione e di Unione.

L’Europa ha bisogno di lungimiranza, rafforzare gli anelli deboli della catena è l’unico modo per renderla solida. Un ulteriore ritardo porterà ad una contrazione dei consumi e a un aumento del risparmio da parte dei cittadini, è ben noto che questo influirà negativamente sulla domanda globale.

L’Europa deve reagire, ha tutti i mezzi per poter evitare uno sgretolamento economico ancora maggiore, che fornisca ai Paesi del Sud gli aiuti di cui hanno bisogno.


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