Perché la Banca d’Italia ha bloccato N26

La Banca d’Italia ha fermato la succursale italiana di N26, una nota banca mobile con sede in Germania. Nel nostro paese N26 non potrà acquisire nuovi clienti e fare promozioni di nuovi prodotti o servizi. La misura riguarda anche i “cryptoassets”, come token e criptovalute, a cui la banca si sta aprendo, ha fatto sapere l’ente di vigilanza in un comunicato.

La app di N26THOMAS TRUTSCHEL/PHOTOTHEK VIA GETTY IMAGES - Fonte: WIRED

La decisione, ha spiegato la banca, arriva dopo un’indagine su N26 condotta a fine 2021 che ha riscontrato delle “significative carenze nel rispetto della normativa in materia di antiriciclaggio” e ha portato ora al blocco. Le iniziative avviate dalla fintech tedesca per rimediare a queste carenze per ora non sono bastate a evitare uno stop, ma la Banca d’Italia ha fatto sapere che si riserva di verificare il “superamento delle anomalie riscontrate” e, nel caso di esito positivo, di rivedere il provvedimento.

Sul proprio sito N26 ha comunicato agli utenti italiani di non poter aprire al momento nuovi conti, ma è già disponibile una lista d’attesa online. Nella sua replica, la banca tedesca ha poi fatto sapere che il divieto non avrà un impatto sulla clientela esistente, assicurando che i conti “continueranno a essere del tutto operativi e sicuri”.

N26 ha anche confermato di avere fatto negli ultimi mesi “investimenti importanti in materia di antiriciclaggio che hanno già portato a progressi significativi in quest’area”, sia a livello globale che in Italia. Gli interventi, ha spiegato, hanno riguardato il rafforzamento del personale dedicato alla governance e ai processi operativi, lo sviluppo dell’infrastruttura informatica e i modelli di machine learning, oltre che un maggiore monitoraggio delle transazioni.

Alla luce del provvedimento di Banca d’Italia, però, “è evidente la necessità di continuare a rafforzare il proprio sistema di controlli antiriciclaggio, affrontando in profondità tutte le aree di miglioramento delineate dal regolatore” continua la nota di N26. La banca digitale ha riferito che è in corso di implementazione un piano per colmare le lacune individuate dalla Banca d’Italia in modo che l’ente di vigilanza possa al più presto revocare il provvedimento stesso.

​​Fondata nel 2013 a Berlino, oggi N26 conta circa 1.500 dipendenti e sette milioni di clienti in venticinque paesi europei. In Italia ha superato i 500mila utenti nel 2019 e l’anno successivo ha introdotto un iban italiano per chi si iscrive dal nostro paese. N26 offre ai propri clienti soluzioni online per la gestione del conto, degli investimenti e delle carte, ma sta lavorando per entrare anche nel settore delle criptovalute.

Fonte: WIRED

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