Cassa Integrazione: l’ammortizzatore sociale accumula sempre più ritardi

Nelle scorse settimane i ritardi accumulati nei pagamenti da parte dell’Inps sono stati al centro di polemiche accentuate dalla pubblicazione di un documento interno dell’ente.

Dal documento emerge una verità scottante: i dati pubblicati sarebbero almeno dieci volte inferiori rispetto ai dati effettivi.

Lo strumento sociale che avrebbe dovuto rispondere prontamente alle esigenze accentuate dal Covid, ha rivelato l’eccesso burocratico che ne è alla base.

Atti, circolari e messaggi che aggiornano continuamente date di scadenza e procedure.

Ad esempio la circolare numero 78 del 27 giugno, riguarda le modalità per la richiesta dell’anticipo del trattamento integrativo salariale previsto dal Decreto Rilancio.

Un vero e proprio labirinto per le aziende che dovranno cimentarsi con la scelta dello strumento di sostegno al quale poter accedere.

Per ovviare al numero di prestazioni si è scelto di utilizzare canali integrativi già esistenti, il problema è che per ogni procedura si fa riferimento ad un Istituto diverso e di conseguenza cambiano modalità e tempistiche.

In generale si fa riferimento alla Cassa integrazione ordinaria o all’assegno ordinario del fondo di integrazione salariale.

Normalmente la durata complessiva del trattamento non può superare le 18 settimane.

Per quanto riguarda le modalità di richiesta per i periodi dal 23 febbraio al 31 agosto 2020, il datore di lavoro che ha già utilizzato le prime 9 settimane può richiedere una ulteriore integrazione a 5 settimane mediante un’unica domanda.

Per quanto riguarda la cassa integrazione in deroga, è prevista una duplice modalità:

-per le prime 9 settimane la richiesta va inoltrata alle Regioni;

-per le successive 5 la richiesta deve essere inoltrata soltanto all’Inps.

Alle già intricate modalità si aggiungono i numerosi decreti successivi come il DL 52 del 16 giugno 2020 che apporta ulteriori modifiche sulle proroghe.

L’Inps ha inoltre richiesto i controlli da parte dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro per le aziende che hanno già fruito degli ammortizzatori sociali.


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