Intelligenza artificiale, perché le big tech sono preoccupate

Per le big tech mondiali l’intelligenza artificiale è sempre più croce e delizia. Come sottolinea Bloomberg, se da un lato i loro dirigenti fanno ormai a gara a predicare su quanto le varie società si stiano impegnando a cavalcare con successo l’onda della tecnologia del momento, dall’altro prendono consapevolezza del fatto che quest’ultima potrebbe alla lunga distruggere le loro attività.

Un volto di donna scansionato da un modello di intelligenza artificiale GUVENDEMIR/GETTY IMAGES - Fonte: Wired


Meta ha per esempio fatto sapere che i suoi sistemi di intelligenza artificiale potrebbero essere utilizzati per generare fake news e disinformazione nel corso delle prossime presidenziali americane. In Microsoft sono invece convinti che nel processo di formazione dei propri modelli incapperanno in rivendicazioni legate al copyright. Oracle fa poi un discorso di resa, segnalando che i suoi prodotti potrebbero non funzionare bene come quelli dei competitor. In generale, sono almeno una dozzina le aziende tech che hanno emesso o aggiornato inserito “fattori di rischio” riguardanti l’intelligenza artificiale nei rapporti inviati alla Securities and exchange commission (Sec) degli Stati Uniti.


Tra le altre, Bloomberg cita Alphabet, società che controlla Google. Secondo il colosso di Mountain View, la tecnologia “potrebbe influire negativamente sui diritti umani, sulla privacy, sull’occupazione o su altre preoccupazioni sociali”, portando a cause legali o a danni finanziari ingenti. Un caso eclatante è invece quello relativo ad Adobe: pur sostenendo da tempo pubblicamente come Photoshop e gli altri suoi programmi rimarranno centrali per i professionisti creativi, nei documenti formali la società afferma che la proliferazione dell’intelligenza artificiale potrebbe sconvolgere la forza lavoro e la domanda degli stessi software.


In alcuni casi i pericoli sono già diventati realtà. A inizio 2023 Nvidia aveva per esempio palesato la preoccupazione che l’uso improprio dell’intelligenza artificiale potesse portare a restrizioni sui suoi prodotti. Tale evento si è puntualmente avverato: dopo il ban sui chip cinesi attuato dal governo Biden, il colosso di Santa Clara ha infatti agito proprio in quel senso.

Fonte: Wired

  • Condividi:

Altri articoli di Redazione TheLiquidJournal

Perché il valore del bitcoin sta scendendo

Secondo gli analisti di mercato, nonostante il lancio di undici Etf la criptovaluta soffre per diversi fattori, tra i quali la competizione con i titoli tradizionali con lo S&P 500 ai massimi storici

Broadcom compra VMware per 57 miliardi di euro

Il colosso dei semiconduttori acquisisce quello del cloud computing in uno dei più ricchi accordi del settore tech

Un futuro in politica? Ancora una volta la parola al Premier Conte

Ancora una volta viene chiesto a Giuseppe Conte del suo futuro in politica e di una sua eventuale candidatura come capo del Movimento 5 Stelle

Must Read

Ultimi articoli di Innovazione

Un nuovo “Nord” per OnePlus

Pete Lau, CEO di OnePlus fondata nel 2013 era già vicepresidente di Oppo, entrambi di proprietà di BBK Electonics, a soli 24 anni.

Verso il futuro di moda e design: che cos’è XL Extralight

Cosa distingue l’innovativo materiale firmato Finproject, già utilizzato da numerose aziende per la realizzazione di calzature, accessori moda e giocattoli per bambini

Perché Microsoft è sotto indagine negli Stati Uniti

L’Antitrust indaga per possibili abusi nelle attività legate al cloud computing, alle licenze software e all’intelligenza artificiale dell’azienda di Redmond

Christopher Nolan: sarà l’innovatore cinematografico americano a riportare gli spettatori nelle sale

Tenet è il film di Nolan che tutti stavano aspettando, dopo il rinvio a tempo indeterminato si pensa che il film non andrà in sala ad agosto come previsto.