Segway: Un mezzo di trasporto destinato al fallimento

Il Segway, mezzo di trasporto individuale che ha fatto la sua prima comparsa sul mercato americano nel 2002, venne massivamente pubblicizzato come mezzo di trasporto rivoluzionario, ecologico e sicuro poiché dotato di sensori intelligenti capaci di anticipare ogni mossa.

Una delle mosse che non è stato capace di anticipare è stata quella in cui questo prodotto rivoluzionario avrebbe collezionato una lunga lista di insuccessi, dagli incidenti stradali ai problemi tecnici.

Dean Kamen, l’ideatore, presentò il Segway ad un mercato che sembrava diviso già in partenza, ad alcuni piacque subito mentre ad altri no. Per via del prezzo troppo alto, mezzo difficile da guidare e potenzialmente pericoloso.

Infatti l’anno successivo al suo lancio, la casa produttrice è costretta a ritirare i pezzi già venduti per via di un problema tecnico. I 5000 pezzi l’anno che l’azienda si era prefissata di raggiungere si trasformano in quasi 6000, ma in ben due anni.

Un fallimento rispetto ai piani di partenza.

Anche in Italia, nel 2003, non ha molto successo, vengono messi in luce i suoi difetti, in strada troppo lento mentre sui marciapiedi è troppo veloce. Più agile di una bicicletta ma non permette certo di mantenersi allenati.

Nonostante le critiche la produzione continua, viene adottato da alcune forze dell’ordine, da diversi centri commerciali e anche dai tour operator.

Nel 2010, un funesto incidente coinvolge l’investitore che aveva rilevato l’azienda da pochi mesi, lo stesso era alla guida di un Segway.

Dalle rilevazioni aziendali è risultato che gli incassi del prodotto equivalgono ad appena 1,5% del fatturato, così l’azienda ha deciso di terminare la produzione e dedicarsi ad altri prodotti già presenti nel suo pacchetto di offerte, come ad esempio il monopattino elettrico.


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