Le prove generali per l’Euro digitale sono in corso, ma sono in pochi a diffondere la notizia

La BCE sta esaminando tutte le variabili, positive e negative, che riguardano l’utilizzo dell’Euro digitale.

In Francia sono già partite le prove generali per il primo esperimento di euro digitale su blockchain, per il momento l’unico in Europa.

Un sondaggio della Bank of International Settlement ha mostrato che l’80% delle banche è a lavoro sulle valute digitali e la BCE conferma che si sta lavorando su una valuta digitale direttamente utilizzabile sia dai consumatori che dagli intermediari finanziari.

Lagarde, presidente della BCE afferma: «Dobbiamo lavorare con accuratezza e attenzione sull’ipotesi dell’adozione di una valuta digitale, ponderando i contro con gli innegabili pro che essa comporta».

L’esperimento che si sta testando in Francia è stato annunciato oltre un anno fa e prevede la collaborazione con la Societè Gènèrale, è già stata effettuata una transazione di prova di euro digitale su blockchain.

40 milioni di euro in obbligazioni garantite sulla blockchain pubblica sono state emessi sotto forma di token di sicurezza; l’esperimento più grande dell’Eurozona che potrebbe aprire la strada e lasciare che la Banca Centrale abbracci l’innovazione tecnologica, rendendo più semplici i pagamenti e consentendo una maggiore tracciabilità dei reati finanziari.

Restano, tuttavia, ancora da chiarire i meccanismi a garanzia della privacy e il rispetto delle libertà fondamentali.


E’ dunque in corso uno studio che potrà agevolare il passaggio all’utilizzo di pagamenti digitali per i cittadini europei, poiché già a livello delle banche centrali nelle operazioni all’ingrosso il pagamento digitale è già effettivo: Central Bank Digital Currency (CBDC).

La novità consisterebbe nell’introduzione di una valuta digitale “al dettaglio” che non si limiti soltanto a grandi gruppi di controparti finanziarie.

I risvolti finanziari sarebbero molto gravi, la circolazione di un euro digitale potrebbe dare ai governi la possibilità di controllare i movimenti finanziari e di introdurre degli smart contract che potrebbero vincolare determinate categorie di spesa.

Yves Mersch, vicepresidente del Consiglio di vigilanza della BCE, ha tenuto un discorso lo scorso 11 maggio 2020, dove ha sottolineato che gli studi inerenti una eventuale valuta digitale si baseranno sui risvolti negativi che potrebbe avere a livello sociale, politico e legale; per di più la disintermediazione sarebbe giuridicamente insostenibile e un euro digitale creerebbe una concentrazione di potere sproporzionato nella banca centrale.


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