Perché gli streamer transgender sono in rotta con Twitch

Gli streamer transgender stanno cercando un modo alternativo per emergere e farsi notare dal pubblico, accusando le piattaforme di streaming come Twitch di non offrire agli utenti dei filtri di ricerca che tengano conto dell’identità di genere dei creator. “L’identità dà forma a ciò che vogliamo condividere e a ciò che vogliamo trasmettere, quindi fa parte dei nostri contenuti”, ha affermato Yana Calou, direttrice delle pubbliche relazioni di Trans Lifeline, organizzazione senza scopo di lucro che offre supporto a persone trans e non binarie.


Trans Lifeline ha lanciato Peer2Peer, uno strumento di rilevamento delle trasmissioni in streaming che permette a chi trasmette di taggarsi come “trans”, “black” o “lesbian” in modo che gli spettatori, servendosi di questa categoria, possano creare community basate sull’identità di genere. Peer2Peer è stato creato dopo che un gruppo di streamer trans si è rivolto alla onlus chiedendogli di ospitare il sito web che avevano creato per facilitare queste connessioni.

Peer2Peer prende di mira le lacune nel sistema di tagging di Twitch che, nel 2018, ha rimosso la possibilità di creare comunità personalizzate. Questo processo includeva anche i tag basati sull’identità di genere. Sebbene però Twitch consenta agli streamer di taggarsi come lgbtqia+, gli streamer trans hanno scoperto che questo sistema offriva loro una visibilità ridotta. “Avere un sistema di tagging basato sull’identità a cui gli utenti acconsentono, fornisce agli streamer e agli spettatori la possibilità di vivere un’esperienza che porta loro conforto, connessione e gioia”, ha affermato Calou a The Verge.

“L’etichettatura basata sull’identità ha un valore inestimabile”, ha detto il capo del progetto e direttore creativo Steph Loehr. Peer2Peer, inoltre, non è stato pensato solo per gli utenti trans. Lo strumento offre anche tag relativi a identità razziale, disabilità e religione permettendo a chiunque di identificarsi in una community e rendere più semplice l’individuazione dei propri contenuti per le persone interessate.


Fonte: Wired

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