Cloud, videochat e servizi digitali sono le chiavi vincenti in Borsa

Non si arresta la crescita del settore tech: i colossi americani che sono tra le aziende che resistono meglio all’emergenza coronavirus. In queste ore giganti americani come Facebook, Microsoft, Alphabet e Tesla hanno presentato le loro trimestrali, riportando in generale risultati al di sopra delle attese e senza dubbio al di sopra di altri settori che invece stanno faticando a contrastare il contraccolpo della crisi economica legata alla diffusione del Covid-19 nel mondo.

Wall street, New York (Getty Images)

A far volare queste aziende è soprattutto l’offerta di servizi che si sono resi sempre più necessari con le misure di distanziamento e di lavoro a distanza. In particolare, nel caso di Alphapet e di Microsoft, a sostenere i conti contribuiscono attivamente i servizi cloud e quelli di videoconferenze e videochat, orami diventati la quotidianità lavorativa e non solo per milioni di persone.


Alphabet

La holding di Google ha visto crescere le sue entrate del 13% nei primi tre mesi dell’anno, arrivando a 41,2 miliardi di dollari rispetto alle attese che si fermavano a 40,8 miliardi. Di questi, oltre l’82% riguarda gli incassi relativi alla pubblicità, ma anche il settore cloud è cresciuto del 52% nel primo trimestre, con un valore di 2,38 miliardi di dollari.

Da questo punto di vista va segnalato che il servizio Google Meet per le videoconferenze ha visto il numero dei suoi utenti aumentare di trenta volte dagli inizi di gennaio e registra oltre 3 milioni di nuovi utenti ogni giorno, come scrive lo stesso amministratore delegato di Alphabet, Sundar Pichai.

Microsoft

Anche Microsoft fa registrare risultati in crescita, con un aumento dei profitti nel primo trimestre pari al 15%, a 35 miliardi di dollari e le azioni che lo scorso 29 aprile hanno guadagnato il 5% sull’onda dei risultati positivi. In crescita sono anche i profitti, che arrivano a un +22%, oltre i 10 miliardi di dollari.

Anche in questo caso a far volare i conti è soprattutto il comparto cloud, con le entrate dei servizi di intelligent cloud in un aumento del 27,2% e i servizi di Azure in crescita addirittura del 59%. In quest’ambito, durante il lockdown il servizio di video conferenze Microsoft Teams ha visto crescere fino a 75 milioni gli utenti che ogni giorno usano la piattaforma.

Facebook

Il titolo del social network, fresco del nuovo investimento in India per il settore ecommerce, fa registrare un incremento in borsa pari al 10% nelle contrattazioni after-hours nella seduta di mercoledì. Facebook ha anche visto crescere del 18% le sue entrate nel trimestre appena concluso, mettendo a segno ricavi per 17,7 miliardi di dollari.

Ad aumentare sono anche gli utenti complessivi di tutte le piattaforme gestite dal colosso, che arrivano a 2,99 miliardi di persone in tutto il mondo, mentre gli iscritti al solo social network Facebook sono aumentati dell’11%. Con questi risultati, inoltre, la compagnia ha anche avviato un piano di assunzioni di circa 10mila nuovi impiegati lungo tutto il 2020, soprattutto nei settori di programmazione e ingegneria, come si legge su Reuters.

Non mancano però i dubbi degli analisti riguardo a possibili riduzioni del giro di affari nel settore della pubblicità data l’incertezza generale sull’evoluzione dell’emergenza coronavirus.

Tesla

Al di fuori dal circolo dei big tech, da cui mancano all’appello ancora i risultati di Amazon e di Apple, ci sono gli ottimi risultati riportati da Tesla. L’azienda di Elon Musk ha messo a segno utili per 16 miliardi di dollari nel passato trimestre con entrate che sono arrivate a 5,99 miliardi. Nonostante molte delle fabbriche del gruppo siano ancora chiuse proprio a causa delle misure di lockdown, la compagnia ha consegnato 88.400 veicoli nel primo trimestre dell’anno, e il titolo ha guadagnato lo scorso 29 aprile circa il 9% in Borsa.

La tecnologia italiana

In Italia,secondo la ricerca Ir Top sul comparto tecnologico Aim di Borsa italiana, le aziende e le imprese di questo settore valgono circa un quarto della capitalizzazione totale relativa alle piccole imprese. Si tratta di aziende con circa 42 milioni di euro di ricavi annui e in questa fase di crisi legata al coronavirus riescono a resistere meglio di altre perché si trovano in un mercato che permette una maggiore diversificazione.


Fonte: Wired

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