Ci sono 145 milioni per il bonus tv ancora a disposizione. Come utilizzarli?

È pur vero che le agevolazioni scadono al più tardi il 31 dicembre 2022, ma finora dei 151 milioni di euro stanziati per il bonus tv ne sono stati spesi meno di 5 milioni. Per l’esattezza, stando ai dati forniti dal ministero dello Sviluppo economico a Wired, 4,78 milioni. Nel complesso, dal fischio di inizio il 18 dicembre 2019, sono stati erogati 96.202 contributi per aiutare le famiglie con redditi bassi ad acquistare televisori di ultima generazione o decoder per abilitare gli apparecchi a ricevere il nuovo digitale terrestre (Dvb-T2).

Televisore (Foto di Mohamed Hassan / Pixabay)

Siccome nel luglio 2022 le emittenti televisive dovranno sgombrare le frequenze dei 700 megahertz (Mhz) per fare spazio al segnale del 5G, il governo ha stanziato gli aiuti per l’acquisto di nuovi apparecchi. Un pacchetto da 151 milioni, che si traduce in uno sconto di 50 euro sull’acquisto per le famiglie che hanno un Isee (un indicatore del reddito) sotto i 20mila euro, applicato direttamente alla cassa dal venditore.


I numeri del bonus tv

La stima è che circa 18 milioni di famiglie debbano mettere mano al portafoglio per aggiornare il proprio apparecchio, mentre circa 3,4 milioni sarebbe giù pronte all’appuntamento con il Dvb-T2. Per la Fondazione Ugo Bordoni, che ha studiato l’erogazione del bonus tv, si è toccato il picco delle domande tra il 13 e il 19 febbraio, con 6.758 contributi concessi. Poi gli effetti delle misure di contenimento del coronavirus hanno fatto crollare gli acquisti tra marzo e aprile, mentre a maggio si osserva una ripresa sui ritmi pre-Covid-19. Nell’87,2% dei casi le famiglie hanno usato lo sconto sull’acquisto di un televisore. Nettamente minoritaria (12,8%) la spesa per i decoder.

Campagna di informazione

Per il sottosegretario del ministero dello Sviluppo economico (Mise), Mirella Liuzzi, “il coronavirus ha influito” sull’andamento del bonus, tant’è che “appena c’è stata la ripresa a maggio, abbiamo registrato numeri identici a gennaio e febbraio”. Per spingere il ricorso allo strumento, “faremo una campagna informativa più strutturata, anche sui social network e nei centri commerciali”, annuncia Liuzzi a Wired. Partirà, aggiunge, “all’inizio del prossimo anno scolastico e in corrispondenza di appuntamenti sportivi rilevanti”.

Rispetto all’andamento dei numeri (solo sul 2020 sono a disposizione 100 milioni) Liuzzi reputa che “non c’è bisogno di fare una corsa. C’è tempo”. Nel complesso, la campagna avrà inizialmente un taglio più informativo sul bonus tv e successivamente si focalizzerà sulle scadenze dello switch off.


Dai negozianti ai consumatori

Anche per i venditori ci vuole una comunicazione più forte. Davide Rossi, direttore generale di Aires, la sigla di Confcommercio che rappresenta le catene specializzate in elettronica (Euronics, Expert, Unieuro e gruppo Gre, che possiede Trony), suggerisce di eliminare il tetto dei 20mila euro di Isee per spingere le vendite. “Altrimenti con questi numeri non si usano le risorse”, avverte.

In media in Italia si vendono 4 milioni di televisori ogni anni, con un trend in calo, legato ai nuovi schermi da cui si consumano video e serie tv, come gli smartphone. “Chi è più in difficoltà ha un orizzonte temporale più vicino e non pensa a cambiare televisore oggi per un cambio di segnale del 2022”, sostiene Rossi. Gli fa eco l’associazione di consumatori Altroconsumo. Anche per il portavoce Ivo Tarantino, “una famiglia con un Isee massimo di 20mila euro in questi mesi ha altre priorità”.

Sfoltire la burocrazia

Rossi suggerisce anche di semplificare il processo per richiedere il bonus tv da parte dei negozianti. “Abbiamo dovuto registrarci su una piattaforma dell’Agenzia delle entrate per poter presentare le comunicazioni telematiche”, racconta Sabrina Penatti, category manager di Euronics. Sul portale, spiega, ogni volta vanno inseriti “i dati dell’acquirente e quelli dell’apparecchio che intende acquistare: ean, prezzo di vendita, sconto applicato”, poi confermare “la presenza della dichiarazione sostitutiva” (che conserva il negozio) e attendere a quel punto il semaforo verde. Per la manager “questo iter burocratico diventa molto dispendioso in termini di tempo, specialmente quando i clienti da seguire sono tanti”, tant’è che la catena non ha registrato incrementi di vendite di televisori collegati al bonus. Il suggerimento di Penatti è di inviare a tutti i potenziali beneficiari “una lettera per avvisarli della possibilità di usufruire del bonus tv, da presentare in negozio insieme al proprio documento. Noi poi potremmo semplicemente raccogliere questi documenti in cassa e inviarli periodicamente, con scansione digitale, al Mise”.

Online, la piattaforma Monclick (gruppo Unieuro) fa sapere di non aver ancora implementato il processo per usare il bonus e sta valutando una futura integrazione. Il consiglio di Rossi è di prestare attenzione con i venditori terzi sulle piattaforme di marketplace, perché non spaccino come aggiornata merce vecchia. Meglio consultare, prima, la lista del ministero.

Per Rossi sarebbe anche utile mettere una figura di coordinamento al Mise dedicata alla partita e di rendere accessibili i dati sull’andamento del contributo, in modo da misurare giorno per giorno e a livello territoriale i numeri delle erogazioni e gli eventuali effetti di campagne promozionali. “Vogliamo evitare una corsa all’ultimo, quando potremmo avere problemi logistici e distributivi”, spiega il direttore di Aires. Liuzzi si dice aperta “a valutare le richieste di semplificazione”. Su un allargamento della platea e sui tempi, per ora il Mise resta alla finestra: prima vuole studiare il ricorso al bonus dopo l’emergenza e, in caso, intervenire strada facendo.

Cosa deve sapere chi vuole cambiare televisore

Per capire se il proprio apparecchio potrà ricevere il nuovo digitale terrestre, basta andare sui canali test 100 e 200. Dopo averli risintonizzati, se si compare la scritta “Test Hevc Main10”, allora il televisore è già predisposto. Se si trova un’altra emittente o non si ricevono, è meglio provare a rifare la risintonizzazione. Se non si vede la scritta o lo schermo appare nero, c’è una buona probabilità che l’apparecchio vada cambiato.

In genere decoder e televisori lanciati sul mercato dopo il 2017 sono pronti al cambio di segnale. Tuttavia il Mise cura una lista dei prodotti aggiornati. E sul sito del ministero si può scaricare anche il modulo della domanda da presentare in negozio (insieme a documento di identità e codice fiscale). Sarà il venditore ad applicare subito lo sconto dei 50 euro, registrando i dati dell’acquirente sul sito dell’Agenzia delle entrate per ottenere il ristorno il mese successivo.


Fonte : Wired

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