Twitter è pronta a condividere i dati degli utenti con Elon Musk, ma basterà?

Twitter ha accettato di condividere una vasta raccolta di dati riguardanti i contenuti della piattaforma con Elon Musk dopo che il patron di Tesla aveva minacciato di abbandonare l’acquisizione della compagnia se non fossero arrivate informazioni precise sul numero di account falsi che operano sulla piattaforma. Inoltre, secondo una fonte che il Financial Times definisce “a conoscenza della situazione”, Twitter avrebbe informato i propri dipendenti che entro l’inizio di agosto si terrà un voto degli azionisti della compagnia sull’accordo di acquisizione da 44 miliardi di dollari di cui si discute da oramai quasi due mesi.

PHOTOGRAPH: TREVOR COKLEY/ALAMY - Fonte: Wired

Lunedì 6 giugno, in seguito alla sospensione dell’acquisizione di Twitter che era stata annunciata dallo stesso Musk il 17 maggio in attesa di indagare sul numero effettivo di profili falsi che operano sulla piattaforma, era arrivato l’ultimatum ufficiale dai legali dell’ad di Tesla. Gli avvocati di Musk avevano inviato una lettera agli avvocati di Twitter, minacciando di abbandonare l’accordo se non fossero arrivati dati rilevanti al più presto, e accusando la compagnia di essersi “rifiutata di fornire le informazioni che Musk ha più volte richiesto”, ovvero chiarimenti sul modo in cui è calcolato il numero di account falsi che compare sul report ufficiale della piattaforma. Secondo il team legale dell’ad di Tesla, Twitter starebbe tentando di contrastare attivamente il suo diritto ad avere accesso alle informazioni di cui necessita per concludere l’accordo.

L’ultimatum di Musk è arrivato dopo che si era già da tempo iniziato a speculare su come il noto miliardario stesse cercando solamente una scusa per rinegoziare l’accordo o abbandonarlo del tutto. La scelta di Twitter di fornire i dati potrebbe tuttavia non essere sufficiente per chiarire la questione. I dati che Twitter è pronta a condividere includono infatti informazioni sul flusso in tempo reale dei contenuti che compaiono sulla piattaforma, come per esempio la tipologia di dispositivo da cui è stato pubblicato ogni tweet. Non sono inclusi, tuttavia, gli indirizzi Ip degli utenti, che Twitter stessa aveva definito cruciali per valutare gli account falsi. Nell’attesa di una risposta da parte di Musk, l’impressione è quindi che l’ultima pagina di questa saga che prosegue oramai da mesi sia ancora lontana.

Fonte: Wired

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